monacoLa sfida radicale che deve partire dal Congresso di Chianciano non può non passare dalle libertà sessuali. La sessuofobia e le pruderie di un legislatore troppo spesso latitante hanno compresso all’inverosimile la libertà che attiene ad una delle sfere più intime e profonde di tutte e tutti.

Diritti delle famiglie e delle coppie dello stesso sesso
Sentenze (dalla Consulta nel 2010 fino al pronunciamento della Corte EDU sul caso ‘Oliari ed altri contro Italia’), inviti dalle istituzioni sovranazionali e testimonianze di coppie e famiglie condannate a vivere come fantasmi nel loro Paese non hanno smosso un Parlamento che continua a smarcarsi dalla richiesta di un intervento contro la discriminazione matrimoniale ai danni delle persone omosessuali nel nostro ordinamento.
Sono stati fatti passi avanti sul fronte del dibattito parlamentare: mai un disegno di legge per l’introduzione delle unioni civili è approdato in un’aula parlamentare da quando 25 anni fa venne depositata a Montecitorio la prima proposta in materia. Ma ricordiamo: l’approvazione di una legge che introduce un nuovo istituto destinato alle sole coppie dello stesso sesso è semmai una tappa, non il traguardo finale.

Dal ‘Diritto di Famiglia’ al ‘Diritto delle Famiglie’
Non solo matrimonio egualitario. Nel 2015 la riforma del Diritto di Famiglia ha spento 40 candeline, ma c’è poco da festeggiare. Famiglie monoparentali, omogenitoriali, non-matrimoniali (…) chiedono il giusto riconoscimento e uguali opportunità per poter realizzare i loro progetti di vita. Apriamo l’adozione ai singoli, ai conviventi e alle coppie dello stesso sesso; rimuoviamo il divieto di fecondazione eterologa per le coppie lesbiche e regolamentiamo la gestazione per altri (offensivamente ribattezzata dalla stampa e dagli avversari “utero in affitto”) traendo ispirazione dalle leggi di alcuni stati USA o del Canada.
Il matrimonio civile deve aggiornarsi, attraverso l’introduzione del divorzio diretto (dando la possibilità agli aspiranti ex coniugi di rinunciare al periodo preliminare di separazione) e dei patti prematrimoniali.
Varietà. Il matrimonio deve essere affiancato da altri istituti che permettano a tutti di scegliere la disciplina dei rapporti patrimoniali che più aderisce alle proprie esigenze.

Libertà di scelta per le persone transessuali e intersex
La legge che in Italia regola la rettificazione anagrafica del sesso è oggetto di un’interpretazione che impone un’operazione chirurgica di riattribuzione dei genitali alle persone in transizione che desiderano accordare i propri documenti al genere di elezione. Interventi di sterilizzazione difficili, con alte probabilità di effetti collaterali, che la nostra legge rende obbligatori per chi chiede solamente il riconoscimento della propria identità.
Le persone intersex, invece, nascono con caratteristiche cromosomiche o genitali che non consentono una “classificazione” nelle categorie ‘uomo’ e ‘donna’. Spesso capita che in età neonatale vengano eseguite delle vere e proprie mutilazioni genitali per far rientrare l’individuo nella “norma”, senza considerare che i genitali che risultano da queste operazioni potrebbero non esprimere l’identità di genere della persona interessata.
E’ quindi più che mai necessario che l’Italia si doti di una normativa che sostituisca la legge 164 del 1982 e che segni il superamento degli interventi chirurgici non desiderati facilitando, al contempo, le pratiche burocratiche per la rettifica anagrafica del sesso.

Il sesso può essere un lavoro
…Dalla prostituzione all’assistenza sessuale per le persone disabili. Queste professioni sono legate (direttamente e indirettamente) dal proibizionismo sulla prostituzione che imperversa in Italia. Un dibattito equilibrato e laico su questo argomento è più che mai necessario vista l’ascesa del “modello nordico” abolizionista che per “tutelare la dignità delle donne” (come se si prostituissero solo le donne, come se non ci fosse chi questo mestiere lo fa per scelta) propone la criminalizzazione dei clienti (come se i clienti fossero solo uomini).
La prostituzione non è un’infestazione da eliminare e non è una vacca grassa da mungere per ottenere maggiori gettiti fiscali. Serve una legalizzazione attenta ai diritti dei sex workers e dei loro clienti e prudente nel trovare gli strumenti fiscali adeguati a far riemergere dall’abisso il mestiere più antico del mondo.

E mi fermo qui, anche se gli spunti di discussione per questo Congresso di Radicali Italiani possono essere tanti altri ancora.
Dobbiamo fare ricerca, accendere il dibattito, avanzare proposte e attivarci. Un Paese che trascura la libertà sessuale non fa prevenzione, non informa e soprattutto impedisce di far maturare nel singolo il senso di responsabilità, impadronendosi così di qualcosa che è solo e unicamente nostra: la capacità di fare scelte libere e consapevoli.
Buon lavoro, compagni.